citazioni

Ci sono infiniti modi per raccontare una stessa cosa. Saper scegliere il migliore è ciò che fa di uno scrittore un bravo scrittore. Il lettore non si nutre solo di storie, di accadimenti. Si nutre di parole, di suoni, di combinazioni che a volte lo colpiscono al punto di ricordarle per sempre

domenica 15 novembre 2009

1984 - parte seconda

Lo scopo del Partito non era solo quello d'impedire la nascita, fra uomini e donne, di sodalizi che poi non sarebbe stato agevole controllare. Lo scopo vero, anche se non dichiarato, era quello di togliere ogni piacere all'atto sessuale. Il nemico numero uno, sia all'interno che all'esterno del matrimonio, non era tanto l'amore quanto l'erotismo. Tutti i matrimoni fra membri del Partito dovevano ricevere l'approvazione di un'apposita commissione e, anche se questo principio non era fissato da nessuna norma esplicita, il permesso veniva sempre negato se i richiedenti davano l'impressione di provare una reciproca attrazione fisica. Al matrimonio si riconosceva il solo scopo di procreare figli da mettere al servizio del Partito. Il rapporto sessuale doveva essere considerato un atto di scarsa importanza e vagamente disgustoso, come un clistere. Anche questo fatto non veniva mai espresso a chiare note, ma lo si inculcava in ogni membro del Partito fin dall'infanzia. Vi erano perfino associazioni, come la Lega Giovanile Antisesso, che propugnavano la totale castità per i membri di entrambi i sessi. I bambini dovevano essere generati per mezzo dell'inseminazione artificiale (insemart in neolingua) e allevati dalle pubbliche istituzioni. Si trattava, come Winston sapeva bene, di poco più di un paradosso, ma era perfettamente in linea con l'ideologia complessiva del Partito, che si sforzava di distruggere l'istinto sessuale o, se un simile progetto si dimostrava impossibile, di stravolgerne il significato e insozzarlo. Winston non sapeva perché era così, ma gli sembrava naturale che così dovesse essere, e almeno per quanto riguardava le donne, gli sforzi del Partito erano coronati dal più completo successo.

George Orwell, 1984 (trad. Stefano Manferlotti)

Questo è il passo più interessante di 1984, secondo me. Perché descrive esattamente l'essenza del potere su un popolo e come si faccia a mantenerlo. Descrive uno status agghiacciante ma non così lontano, per esempio, dai dettami che la Chiesa Cattolica ha sempre professato e, nel corso della storia con metodi ora persuasivi ora violenti, imposto. Quello che può sfuggire, e da qui deriva il successo del metodo, è il motivo per cui il potere debba fare ricorso a questo tipo di repressione, il legame che c'è tra la castità e l'obbedienza. Il motivo è il seguente, e non credo esista un modo migliore di quello usato da Orwell per spiegarlo: Winston ha una relazione clandestina e pericolosissima con Julia, membro del Partito pure lei. La situazione potrebbe costare a entrambi la vita, se fossero scoperti. Dopo un amplesso, Winston riflette sulla donna

Con lei tutto finiva per essere rapportato alla sua sessualità. Non appena si toccava un argomento del genere, dimostrava comunque di possedere una notevole perspicacia. A differenza di Winston, per esempio, aveva colto perfettamente il senso del puritanesimo del Partito in campo sessuale. Non si trattava solo del fatto che l'istinto sessuale dava forma a un mondo a sé, fuori del controllo del Parito, e quindi da distruggere - almeno nei limiti del possibile. Di gran lunga più rilevante era il fatto che la repressione sessuale produceva isteria, uno stato d'animo auspicabile, perché poteva essere indirizzato verso la psicosi bellica e verso il culto del capo. Lei la metteva in questi termini:
"Quando fai l'amore, consumi energia. Dopo ti senti felice e te ne freghi di tutto il resto, e questo loro non possono permetterlo. Loro vogliono che tu stia sempre lì a scoppiare d'energia: tutte queste marce, queste grida di acclamazione, questo sventolio di bandiere, non sono altro che sesso andato a male. Se dentro di te ti senti felice, perché mai ti dovresti entusiasmare per il Grande Fratello, i Piani Triennali, i Due Minuti d'Odio e tutta quella merda?"

George Orwell, 1984 (trad. Stefano Manferlotti)

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