citazioni

Ci sono infiniti modi per raccontare una stessa cosa. Saper scegliere il migliore è ciò che fa di uno scrittore un bravo scrittore. Il lettore non si nutre solo di storie, di accadimenti. Si nutre di parole, di suoni, di combinazioni che a volte lo colpiscono al punto di ricordarle per sempre

lunedì 1 marzo 2010

Mucho Mojo - parte seconda
Ecco un altro bel dialogo. Stavolta si parla di religione (e ogni volta non resisto) e il tono apparentemente pacato unito al linguaggio forbito da una parte, e metodi schietti accompagnati da parole di ogni tipo dall'altra lo rendono realistico tanto che i lui disse e l'altro rispose, che in questo caso non mancano, sono del tutto inutili. La caratterizzazione dei personaggi non deriva dall'autore che "spiega" che uno parla in un modo e l'altro in un modo opposto. Li fa parlare e tanto basta. Show, don't tell!, questo è un buon esempio pratico. E ora fine della lezioncina, ecco Leonard e il reverendo battista Fitzgerald.


- Suo zio era un uomo mordace, e svelto con le battute. Sembrava nutrire un odio speciale per la religione.
- Gli dava fastidio l'ipocrisia, - disse Leonard. - Non la religione.
Il reverendo Fitzgerald rifiutò di abboccare. Aveva un tono molto cordiale quando disse: - E' insolito che suo zio e Ilium Moon fossero tanto amici. Il signor Moon è molto religioso. Molto coinvolto nelle attività della chiesa. Specialmente quando hanno a che fare coi giovani. E da quello che ho letto sui giornali...
- Non creda a tutto quello che legge sui giornali, - disse Leonard.
- Molto bene, - concluse Fitzgerald. - Lo terrò presente. Sa, stavo cercando di ricordare cosa ho sentito sul suo conto, e adesso mi è tornato tutto in mente.
- Spero si tratti di complimenti, - disse Leonard.
- A quanto ho sentito, lei è omosessuale e lo ostenta, - disse Fitzgerald.
- Non porto cappellini da donna e tacchi alti e non studio l'arte di disporre i fiori, se è questo che intende, - disse Leonard. - Però non sto nemmeno nascosto sotto una sedia in cucina.
- E' orgoglioso della sua omosessualità, - dichiarò Fitzgerald.
- Non devo renderne conto a lei.
- No. Non deve renderne conto a me. E' al Signore che deve renderne conto. Io non ho niente contro di lei. Sto solo dicendo che la sua via non è la via del Signore. Conosce la Bibbia, signor Pine.
- Hap e io citavamo la Bibbia proprio venendo qui.
- Conosce la storia di Sodoma e Gomorra?
- Certo, - rispose Leonard. - E' l'allegoria dei froci preferita dai battisti. Mi vengono i brividi tutte le volte che la sento. Il che accade piuttosto spesso. Mi piace soprattutto quando la moglie di Lot viene trasformata in una statua di sale.
- Se conosce la storia, cerchi di impararne qualcosa, signore. Lot incontrò gli angeli del Signore ai cancelli di Sodoma e li portò a casa sua per un festino, e la casa venne subito circondata da omosessuali che volevano conoscerli.
- Conoscerli significherebbe fotterli, giusto? - chiese Leonard.
Fitzgerald sbatté le palpebre un paio di volte ma finse di non sentire e andò avanti. - E gli omosessuali si raccolsero attorno alla casa di Lot e gli chiesero di portare fuori gli angeli e consegnarli alla folla, e gli angeli resero cieca la folla. A lei questa sembra tolleranza per gli omosessuali, signor Pine?
- Perfetto, - disse Leonard. - Non è arrivato alla statua di sale, però ha lasciato fuori della roba interessante. Ad esempio il fatto che Lot, per voler proteggere quegli angeli che non avevano bisogno di protezione, ha offerto alla folla le sue figlie. Proprio il padre esemplare che vorrei avere io. "Ehi, ragazze, abbiamo questi ospiti e i froci se li vogliono scopare, ma, cavolo, sono angeli e non hanno ancora finito i petti di pollo, così mando voi al loro posto. Giù le mutandine e fuori".
- Lei ha una scelta di frasi infelice, signor Pina, - riprese Fitzgerald. - Il suo problema non è dissimile da quello che aveva suo zio. E per essere onesti, da quel che avevo io. Sì, anche i sacerdoti possono avere una crisi di fede. Ma col tempo la verità mi si è fatta chiara. Quello che lei sta facendo è quello che facevo io. Lei sta cercando un Dio che operi a livelli umani. Se lo scordi. Dio ha stabilito la legge, e la legge esiste, e non sta a noi metterla in discussione. Non importa che appaia giusta o no ai nostri occhi. E' la legge, e tutto comincia e finisce lì.
- Il problema in discussione al momento non è la religione, - dissi, - e noi non volevamo sollevarlo.
- E' sempre il problema, - replicò Fitzgerald. - Signor Pine, sia orgoglioso oggi, perché quando lascerà il mondo della carne e incontrerà il suo Creatore e sarà scaraventato negli ardenti pozzi di lava dell'inferno, l'orgoglio non le servirà. La logica non le servirà. La legge è legge.
- Adesso so perché chiama primitiva questa chiesta, - disse Leonard.
Io pensai: Vai così che entriamo nelle sue grazie, Leonard. Questo sì che è giocare bene le carte. L'unico modo per fare un'impressione peggiore sarebbe stato entrare a calzoni calati sventolando l'uccello.

Joe R. Lansdale, Mucho Mojo (trad. Vittorio Curtoni), Einaudi, 2007

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1 Commenti:

Blogger Sergio Donato ha detto...

Questo libro è grandioso. Uno dei migliori di Joe. Grazie per la lezione. Non fa mai male rinfrescare la mente con una bella ripassata.

2 marzo 2010 10:37  

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